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2 GIUGNO 2015: UNA FESTA DI RINASCITA, DI LIBERTÀ E DI PACE

Pace, lavoro, democrazia. Non sono parole rituali o slogan abusati, ma la sostanza ideale e politica di questa festa della Repubblica.

I primi sintomi di ripresa dell’Italia, dopo anni di crisi durissima, incominciano a manifestarsi. Il Governo Renzi cerca di consolidarli con alcune riforme mirate e con il sostegno all’internazionalizzazione del Paese, che è stato il vero traino di questi anni difficili, grazie alla forza del made in Italy e all’apporto delle comunità italiane nel mondo. Si sta cercando, inoltre, di superare il sistema del bicameralismo perfetto per rendere l’Italia più veloce, più concorrenziale, più adeguata ai tempi.

L’impegno è che i “nuovi migranti” italiani, che si rivolgono anche verso l’Australia, partano sempre meno per necessità e sempre più per scelta, per cogliere le opportunità di conoscenza e di vita che la globalizzazione consente.

La Repubblica è nelle sue radici più profonde lavoro e sviluppo, ma anche pace, sicurezza, libertà. Quella libertà che è rinata dalle macerie e dai lutti di una guerra, dal sacrificio dei soldati che hanno dato la loro vita per sconfiggere il fascismo e il nazismo, dalla lotta di liberazione e dalla Resistenza. Il centenario della prima guerra mondiale, che si sta celebrando, ci aiuta a capire quanto essenziale sia il valore della pace per la vita dei popoli e delle persone e quanto necessaria sia la cooperazione internazionale per poterlo inverare e salvaguardare.

L’equilibrio internazionale, oggi, è minacciato soprattutto dalle distanze delle condizioni di vita tra i popoli e dal terrorismo. L’Italia è allo stesso tempo testimone e approdo della disperata fuga di milioni di persone dalla fame e dalla guerra. Sta facendo grandi sforzi di solidarietà umana e di responsabilità, ma è troppo sola di fronte ad un compito immane. La miope Europa, ma anche le altre maggiori potenze mondiali devono comprendere che sull’aridità e sul cinismo non nasce il futuro e, soprattutto, che sono in gioco le sorti geopolitiche di intere aree del pianeta.

C’è, tuttavia, un obiettivo che viene prima di tutti gli altri: la sicurezza contro il terrorismo internazionale. Sono minacciati la vita delle persone, la libertà, un modello di democrazia fatto di rispetto interculturale e interreligioso. Cooperare per resistere a queste forze violente e distruttrici significa salvaguardare la vita di quelli che verranno dopo di noi e le condizioni di civiltà nelle quali le comunità dovranno realizzare il loro sviluppo. Significa rispondere al messaggio profondo della nostra Repubblica democratica, fondata sulla pace, sulla libertà e sul lavoro.

Viva La Repubblica italiana!

Marco Fedi