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ANCORA MOLTO DA FARE SUI DIRITTI DEI LAVORATORI A CONTRATTO IN INDIA

Il trattamento economico e previdenziale del personale a contratto adibito nella nostra rete diplomatico-consolare e presso gli Istituti di cultura si conferma come una giungla difficilmente penetrabile e frammentata in una molteplicità di situazioni poco omogenee ed adeguate. In questo quadro, non del tutto convincente e comunque meritevole di ulteriore approfondimento si colloca la risposta che il Vice Ministro Pistelli ha dato ad una mia interrogazione a risposta scritta, riguardante il personale a contratto operante in India.

Nell’atto parlamentare avevo chiesto in sostanza queste cose: un miglioramento concreto del livello delle retribuzioni; la reintegrazione di due punti percentuali dei versamenti al fondo di previdenza concordato tra lavoratori e amministrazione, per il periodo 1997-2010 durante il quale il versamento è stato del 10% anziché del 12%; il calcolo dell’indennità di liquidazione sull’intero importo mensile anziché su 15 giorni, com’è attualmente; il calcolo distinto della tredicesima, senza spalmarla su dodici mensilità.

La risposta del Governo, pur attenta e articolata rispetto a tutti i punti dell’interrogazione, si mantiene tuttavia ad una certa distanza dalle soluzioni auspicate. Sui miglioramenti retributivi, infatti, si ricordano gli interventi già effettuati, ma si trascura il fatto che l’ultimo risale al 2013 e che la richiesta riguarda i miglioramenti ulteriori. Sul calcolo dell’indennità di liquidazione si ribadisce in sostanza che la normativa indiana prevede il criterio accennato, al quale adeguarsi, e non si ipotizza alcuna possibilità di superamento di tale remora. Sulla reintegrazione del fondo di previdenza, si precisa che dal 2011 i versamenti paritari dei lavoratori e dell’amministrazione sono al livello del 12%, ma si esclude la retroattività dei versamenti perequativi. Sullo scorporo della tredicesima, invece, la Farnesina si dichiara disponibile a tale misura, senza aumento della retribuzione annua.

C’è ancora un bel tratto di strada da fare, come si vede, e questa vale per i lavoratori a contratto operanti in India all’interno della nostra amministrazione, come nelle altre parti del mondo. Per questo, come sto facendo orami da anni, non trascurerò occasione per riproporre questi temi, che attengono ai diritti fondamentali dei lavoratori, sia nei riguardi del Governo che nel corso dell’attività parlamentare.