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CONCLUSO IL PRIMO CICLO DI SEMINARI SU MIGRAZIONI E SVILUPPO. RINNOVATO L’IMPEGNO DI COLLABORAZIONE CON IL DIPARTIMENTO DI SCIENZE SOCIALI ED ECONOMICHE DELL’UNIVERSITÀ LA SAPIENZA.

Roma. Il 27 ottobre scorso si è tenuto l’ultimo dei tre appuntamenti seminariali sui temi delle politiche migratorie e dell’integrazione promossi dall’on. Marco Fedi nell’ambito della collaborazione avviata con il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche dell’Università La Sapienza di Roma per gli studenti del Master in “Migration and Development” diretto dal Prof. Triulzi e dei Corsi di laurea (triennale e magistrale) in “Cooperazione allo sviluppo” dei Professori Marco Cilento e Cristina Giudici. Una collaborazione che l’on. Fedi e il Prof. Triulzi hanno confermato andrà avanti, garantendo il loro impegno affinché questi momenti di confronto tra studenti, parlamentari e rappresentanti delle istituzioni possano essere ulteriormente incrementati.

I tre seminari hanno affrontato, in un’ottica comparativa, le politiche di accesso, di accoglienza e di integrazione di alcuni Paesi a forte impatto migratorio. I primi due seminari, svolti presso l’Università di Roma La Sapienza, hanno riguardato i case studies sull’Australia e sugli USA, sul Canada e sul Brasile, illustrati rispettivamente dai parlamentari Marco Fedi e Francesco Giacobbe, Francesca La Marca e Fabio Porta.

L’ultimo appuntamento, che si è tenuto presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, è stato dedicato al case study sulla Germania con la relazione dell’on. Laura Garavini e alle problematiche del diritto di esercizio del voto da parte di cittadini residenti all’estero con l’intervento dell’on. Fedi.

Nelle relazioni dei due deputati sono stati affrontati i fenomeni dei flussi migratori attuali e delle nuove mobilità e di come questi assumano connotazioni inedite e rivestano un ruolo strategico nella politica nazionale ed internazionale di molti Paesi, sia del Nord che del Sud del Mondo.

La prolungata crisi economica e le tensioni socio-politiche di intere aree del mondo stanno determinando tendenze restrittive nelle legislazioni di molti paesi che, fino ad oggi, hanno rappresentato un modello positivo per le politiche di integrazione e di accoglienza. Si tratta, in molti casi, di un arretramento sul fronte delle pari opportunità, dei diritti sociali e dell’integrazione scolastica e culturale dei migranti che si alimenta anche delle preoccupazioni e chiusure di un’opinione pubblica disorientata dalla crisi economica e dall’incertezza internazionale.

Per i due deputati del PD è necessario rifiutare la logica della paura e rispondere con atti concreti e politiche capaci di valorizzare pienamente l’emigrazione intesa come risorsa positiva per la società.

Sul fronte delle nuove mobilità messe in gioco dalla globalizzazione, Fedi ha evidenziato l’emergere di nuovi bisogni, come ad esempio quello riguardante il diritto di rappresentanza politica nel proprio paese di origine.

Dopo aver ripercorso la vicenda politica e parlamentare del riconoscimento del diritto di esercizio del voto per gli italiani residenti all’estero, Fedi ha illustrato gli esempi degli Usa, dell’Australia, della GB, del Canada, della Francia ma anche di Paesi con forti comunità emigrate come la Spagna, il Portogallo e la Tunisia.

Agli studenti sono stati offerti spunti di riflessione sui diversi sistemi e sul fatto che sono decine i Paesi attualmente impegnati nell’elaborazione di legislazioni in materia di voto “estero”.

Ogni sistema elettorale, con le sue regole e limitazioni, è specchio della storia che l’ha generato – ha concluso Fedi – ma il nodo centrale su cui interrogarsi è quello del ruolo e del significato di una rappresentanza politica “transnazionale”. Una questione quest’ultima di grande interesse per le società del futuro.