DETRAZIONI 2

DETRAZIONI FAMILIARI: IL MINISTERO DELLE FINANZE CONFERMA AI DEPUTATI PD LA PROSSIMA PROMULGAZIONE DEL DECRETO.

DETRAZIONI 2

I deputati del PD eletti all’estero hanno incontrato le autorità competenti del Ministero delle Finanze per chiarire i dubbi sull’IMU (in merito è stato diffuso un comunicato specifico) e per verificare l’iter del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che adotta le disposizioni di attuazione della legge “comunitaria” n. 161/2014.
Il Decreto deve promulgare la normativa relativa all’estensione delle norme fiscali italiane (dall’articolo 1 all’articolo 23 del testo Unico delle Imposte sui Redditi) ai contribuenti fiscalmente residenti in un altro Stato membro dell’Unione o dello Spazio Economico Europeo i quali producono la maggior parte del loro reddito in Italia (come ad esempio i contrattisti del MAECI).
I funzionari competenti del Ministero delle Finanze hanno confermato che una bozza di tale Decreto è stata predisposta dalla Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale del Dipartimento delle Finanze ed inviata all’Agenzia delle Entrate per eventuali integrazioni ai fini dello svolgimento delle propria attività gestionale e di controllo. Il decreto è in corso di predisposizione e sarà emanato a breve.
Nell’incontro è purtroppo emerso e confermato che rimarranno fuori dall’estensione delle nuove disposizioni i cittadini residenti in Paesi extracomunitari i quali non potranno usufruire, almeno per quest’anno, delle detrazioni per carichi di famiglia sul reddito prodotto in Italia.
I deputati del PD eletti all’estero ritengono che per ragioni di ordine costituzionale e per ragioni di equità le detrazioni debbano essere concesse a tutti i cittadini italiani residenti all’estero anche se residenti in Paesi extracomunitari e si impegneranno quindi attraverso la loro attività parlamentare e legislativa ad eliminare la disparità di trattamento e ad estendere l’applicazione delle detrazioni per carichi familiari a tutti i cittadini italiani residenti all’estero che producono la maggior parte del loro reddito in Italia e non godano di simili agevolazioni nel loro Paese di residenza.

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